VENEZIA 2015 la prima

Ho corso la prima maratona nell’Ottobre 2015. Un mese personalmente difficilissimo, ma questa è un’altra storia.
Vi racconto la mia prima maratona con le parole che scrissi a Deejay Training Center, programma di Radio Deejay che si occupa di corsa, bici, triathlon e alimentazione e un estratto lo trovate direttamente letto da Linus in puntata.

Non potete capire l’emozione quando l’ho sentito. Grazie ancora a Marta che me l’ha segnalato, io ero già lì che guardavo Vale sperando battesse i due spagnoli e si prendesse la Decima… scusate se è un po più lungo del solito.

“Premetto: ci sono milioni di persone che corrono maratone e quindi non penso di essere speciale, ma in questi mesi di preparazione e ieri durante la gara ho imparato tanto e mi piace condividerlo con i miei amici…

Ho sempre amato lo sport e le sfide, ma un giorno a dicembre dell’anno scorso ho deciso che ne avrei affrontata una nuova, ho deciso che avrei corso la prossima maratona di Venezia e così è stato. Ma tra questi due giorni ci sono quasi 1000 km di allenamento e decine e decine di sveglie prima delle 5:00, vesciche a non finire, vari scavigliamenti, ginocchia tignose e le scarpe da corsa anche in vacanza e questa è la mia prima lezione: lotta e fatica, con convinzione e determinazione, un passo dopo l’altro, un giorno dopo l’altro e la conquista, più sarà sudata e più bella sarà!

Ho riscoperto il piacere di essere uno dei tanti. Sì perchè se arrivi 3.963° e ci metti 4:18:36 sei uno dei tanti, niente di più. Ma tra quei tanti si sta bene. Ci si passava l’acqua, ci si provava a dare una mano anche se sapevi benissimo che l’unico che poteva aiutarti realmente eri tu, si condivideva una fatica, un obiettivo, un sogno. Ho capito che ad uno sconosciuto devi sempre dare una possibilità, non sta cercando di fregarti, sta magari affrontando le tue stesse difficoltà o forse peggiori delle tue. 

Mentre correvamo e attraversavamo i paesini c’erano ali di folla che ti applaudivano, anziane che suonavano pentole con i mestoli, alpini già allegri che suonavano la fanfara, qualcuno leggeva il tuo nome sul pettorale e quando sentivi un “forza Giovanni” non riuscivi a non accelerare, bambini che ti aspettavano per darti e avere un 5 e penso di averli salutati tutti anche se erano dall’altra parte della strada… un’emozione unica che mi porterò dentro anche quando i muscoli cominceranno a rilassarsi, la schiena si scioglierà e tornerò a correre. Ho imparato che un sorriso, un applauso, una parola di incitamento o conforto costano poco ma sono preziosissime.

In questi mesi chi per curiosità, chi per incredulità, chi per sincerarsi che fossi ancora sano di mente in molti mi avete chiesto se la facevo veramente, come andavano gli allenamenti e mi ha fatto capire che se condivise, le cose belle sono ancora più belle e quelle brutte sono più affrontabili. Non parlo di condivisione sui social network, parlo di empatia tra persone, amici e famiglia, che i social possono aiutare ma non soddisfano. Grazie per tutti i messaggi e abbracci virtuali e fisici.

E infine ho capito che la famiglia, la famiglia allargata, quella che comprende anche gli amici più stretti non è importante. E’ fondamentale. Stringersi insieme fa superare la fatica e da la forza per andare avanti. Con una famiglia così niente è insuperabile. Con una moglie così la vita sarà uno spettacolo. Con degli amici così sarà tutto più bello e facile. Ho capito che chi ci lascia in verità non ci lascia mai se ce lo portiamo sulle spalle nelle fatiche e nella quotidianità.”

Traccia GPX

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App usata: Strava

Distanza totale: 42738 m
Altitudine massima: 20 m
Altitudine minima: -4 m
Totale salita: 382 m
Totale discesa: -385 m
Velocità media: 10.31 km/h
Tempo totale: 04:23:34