Breaking 4. Venice Marathon 2017

Non c’è 2 senza 3 e il quattro vien da se.
Maratona numero 4 e muro delle 4 ore da abbattere, tutto facile no?

Terza volta a Venezia, la prima è stata un sogno, ma ora ho un obiettivo fisso che comincia con un 3, un 59 e un altro 59.

Ma andiamo con ordine, finalmente sono riuscito ad allenarmi bene senza grossi imprevisti per un po di mesi, estate compresa ma ovviamente i giorni prima della gara il mio cronico punto debole (la panza) ha intralciato un po’ la marcia di avvicinamento.
Ma ormai ci siamo, sveglia alle 5:35 che vuol dire dormire tanto rispetto alle normali sveglie per l’allenamento, colazione con pane e marmellata, paua riflessione, mi preparo e via si esce a prendere il pullman.
Dormo a Venezia (permettetemi piccolo spazio ADV per il B&B La Madonetta di Maria) quindi alle 6:50 sono sul pullman direzione STRA. Trovo addirittura da sedere, la giornata comincia bene. 8:03 e arriviamo.
Mi incrocio subito con mio cugino Carlo, saluti e in bocca al lupo (andrà forte ma prima o poi lo prendo…).
Il tempo di una seconda riflessione e mi trovo con i miei Capponi. Chiacchiere pre partenza, consegna borse, foto di rito e poi tutti in griglia, giusto il tempo di salutare l’altro cugino, il mio coach, quello serio serio quasi professionista che stavolta fa lo spingitore con i BAMBINI TERRIBILI. chapeau.

Partenza 9:35, sai c’è la diretta tv…, piano gara molto chiaro, mi attacco ai palloncini delle 4 ore e grazie arrivederci.
Come al solito al via brividi, non so cosa mi prenda, sarà la sensazione di “partecipare ad un grande evento tutti insieme” ma ho sempre i brividi. In 2 km con calma recupero i pacer delle 4 ore che erano partiti un po avanti insieme al fino Andre. Ci mettiamo con calma chiacchierando ad un passo di 5:30, ci raggiunge anche il fido Giuseppe nonostante abbia fatto 7 giorni prima la maratona di Parma…

Primo scossone al 10 km quando Andre che doveva aiutare un amico a fare la prima maratona ma che era in un’altra griglia si fa (giustamente aggiungo io prendere dai rimorsi e si lascia sfilare). Lungo la strada la solita festa, quando attraversi Fiesso, Mira, Dolo è proprio una festa, tanti bambini e famiglia a bordo strada che incitano e ti danno il cinque.

Secondo scossone al 18 km quando Andre ritorna tra noi 🙂 si è fatto raggiungere dai palloncini delle 4:15 e nel timore di essersi perso l’amico è tornato su di noi. Ristoro della mezza, ci avviamo verso Mestre. Giuseppe ci guarda, pensa a Parma e candidamente si lascia scappare un “ragazzi io rallento un attimo”. Attraversiamo Mestre con tanta gente a bordo strada. Mi supera un vero #RunlikeaDad: passeggino doppio, 2 gemelli di 5-6 anni e un ritmo sui 5:00-5:10 :O. Ci arriveremo Maty, ci arriveremo…

Ristoro dei 25, si perde anche Andre, ha pagato l’elastico fatto in precedenza, io continuo a rimanere attaccato ai palloncini, si avvicina parco San Giuliano che non ho mai gradito. Scroscio di pioggia ma di 100 metri veramente, tutto bene. Stringo i denti sull’ondulato parco, ristoro dei 30 e non capisco neanche io come mi ritrovo davanti di almeno 20-30 secondi i palloncini. Meglio così, vado e mi riprenderanno.

Ed eccolo che arriva, dopo un cavalcavia proprio molesto, si materializza IL PONTE DELLA LIBERTA’. Ho un amico che potrebbe raccontarvi di Venezia 2012 (per i curiosi tanta pioggia e vento quasi tempesta ma il racconto vale la pena), io vi racconto quanto possa essere lungo questo ponte… Dal cavalcavia sono 5 km, di lungo avvicinamento a Venezia, a Piazza San Marco, a quel campanile che già vedi ma è lontanissimo. 5km senza praticamente punti di riferimento, laguna a sinistra e laguna a destra. Vento (sempre contrario) e tanta gente che fa fatica. Finisce il ponte, sei a Venezia, ma mancano ancora 6 km.

Cominciano a darmi fastidio i polpacci, maledetti!! Ma ormai ci siamo, vedo il muro che preso a picconate per 36 km avere un bel po di crepe, bisogna solo stringere i denti e andare avanti. Ho anche calcolato che ho un buon margine considerando che sono partito dopo i palloncini e che loro devono fare il tempo rispetto allo sparo e non al tempo reale ma non voglio usarlo, voglio continuare con il mio ritmo.
Ultimo ristoro al 39, cammino un attimo per sciogliere i muscoli, cominciano i ponti! Si va in fila indiana praticamente, i pacers mi hanno ripreso e sopravanzato al primo ponte, sapevo che questa parte l’avrebbero tirata un po… Faccio fatica ma so che la Maty mi sta aspettando, è la prima maratona che faccio che (se non sta dormendo) mi vede e capisce abbastanza. Il Passaggio in piazza San Marco è da libro cuore come sempre, i palloncini li vedo ma sono un po lontani, mi godi il momento, il tempo amen ci dovremmo essere.
Penultimo ponte in cima Vespo (uno dei migliori capponi che potrete trovare in giro) praticamente mi strattona per incitarmi, mi ricarica alla grande, potrei partire di nuovo (scherzo), le vedo, Maty con la testa tra le ringhiere, Lucia che mi cerca, ora potrei ripartire veramente. Ultimo sforzo, obiettivo raggiunto, muro disintegrato.

Ecco hai appena corso 42,195 metri ma i più belli sono i 5 che fa lei per venirti in braccio urlando papà come se avessi vinto, perché per lei (almeno ancora per un po’) papà è il più forte di tutti…