quella volta della Firenze Marathon 2018

Avevo promesso che prima o poi vi avrei raccontato della maratona di Firenze, ed eccoci qua…
Andiamo subito al sodo, è stata una maratona epica.

Dopo aver abbattuto il muro delle 4 ore a Venezia, mi ritrovo dopo 1 mese ad affrontare una nuova maratona e questa volta volevo proprio tirarla. Il piano gara era molto semplice, tirare forte e provare a scoppiare il più tardi possibile. E il piano è stato rispettato alla lettera, ma andiamo con ordine che odio gli spoiler.

A Firenze siamo praticamente ospiti di Amici, sfruttare la “scusa” della corsa per fare dei week end via è una piacevole abitudine e dopo la Cortina Dobbiaco, ci rivediamo con il pirata and family per un fine settimana nella loro Firenze.
Sabato è tempo di marathon village, ritiro pettorale e cenetta in compagnia con le bimbe che la fanno da padrona. Fortunatamente la notte si dorme abbastanza e alle 6:15 sono già pronto per partire in motorino alla volta della partenza.

Ho appuntamento con qualche amico cappone ai camion dove lasciare le borse, prima c’è il tempo di una rapida colazione e un mini riscaldamento. Passeggiare nell’ancora addormentata Firenze devo dire che ha il suo fascino e non posso esimermi da fare un po il turista selfie addicted per stemperare la tensione.
Foto di rito, un particolare in bocca al lupo agli esordienti ALessandro e Daniela, ultimo giro in bagno e mi avvio in griglia insieme a Filo e Paolo. Fa fresco, forse mi sono coperto troppo ma ormai non ci si può far nulla, il cielo è grigio ma dopo la pioggia della notte sembra tutto tranquillo.

musica, qualcuna prova a fare stretching in 20 centimetri quadrati e ci si prepara.
10, 9, prima goccia, 7, 6, seconda goccia, 4, 3, terza quarta e quinta goccia, 2, 1, Piove…

…ma pioviggina, ci può stare, e si parte, tanto già che ci sei che fai non balli? 500 metri e diventa pioggia, 800 metri e diventa una bella pioggia impegnativa. Incrocio un ragazzo norvegese e gli chiedo se si sente a casa d’estate, ride, “no snow so perfect…” è la sua risposta. Ok ì, mi lamento per niente.

Dalla mia penultima griglia comincio a superare il gruppone, d’altronde se devo scoppiare facciamolo con stile. usciamo dal centro e dei larghi vialoni ci portano verso il parco, il passaggio nel sottopasso è da brividi, con il rimbombo, tutti noi che corriamo, urliamo e facciamo casino diventa una spinta importante.
Fuori dal sottopasso fa campolino anche il vento. freddino. fortuna che mi sono coperto… sono concentrato, sto correndo bene, i primi 5 km in 25:09 a ritmi blandi per essere un 10k, molto forti (per me) per una maratona.

Al parco altro momento importante, prima incrociamo Alex Zanardi e i suoi ragazzi che sono in testa con le loro hand bike, poi arrivano i primi: un altro sport. Correrli è un piacere per i sensi, sembra facciano meno fatica di me ma vanno quasi il doppio.

ai 10 km 51:13 (con breve pausa pipì). Sono precisissimo tra i 5:03 e i 5:10 al km. Intanto il vento monta e la pioggia fa finta di niente ma è sempre lì…

16km, usciamo dal parco e attraversiamo per la prima volta l’Arno. LungArno che ci porta ad uno dei passaggi più coinvolgenti, ponte vecchio. Tanta, tantissima gente, gran tifo che ti sembra quasi di essere all’arrivo e ti da una gran carica, ma non sei neanche a metà. attraversiamo l’Arno per la terza volta e il vento comincia a farsi forte e pungente.
Supero Filo e Paolo che erano partiti nelle griglie avanti, gli do appuntamento al cavalcavia del 32 quando scoppierò. Mezza 1:46:41.non faccio in tempo a caricarmi del tempo che il freddo comincia a farsi sentire prepotentemente. Vialone controvento e contropioggia, torrenziale. AL 25esimo chilometro bevo 1 thè caldo e due me li verso sulle mani… Forse è il momento meteorologicamente peggiore. Mi ritrovo a pensare un “non sai fare di meglio?? la chiami pioggia questa?” è evidente che la situazione si sta complicando 🙂

Perdo completamente la cognizione dello spazio, nonostante avessi “studiato” un po’ il percorso mi perdo in un percorso un po tortuoso in una zona di Firenze “non caratteristica” ho perso proprio l’orientamento. Sono momenti molto difficili di testa.

Al 30esimo secondo gel e passo in 2:33:32. Avrei una proiezione di 3:37 ma so già che non è fattibile, sento che siamo al lumicino… il cavalcavia fa quasi più male in discesa, sento che muscolarmente sono molto tirato, temo il crampo e mancano ancora tanti km. La corsa ha perso la poca fluidità che ho di solito.
Al 35esimo 3:01:01 ho stretto i denti e un gran bel risultato sarebbe alla portata. Ma qui arriva il grosso errore: al ristoro proprio mentre Filo mi sfreccia affianco ai 4:40 mi limito ad un bicchierino di sali. Niente gel, niente the caldo. Troppo poco e me ne renderò presto conto, non ho calcolato il freddo e il mio corpo avrebbe bisogno di una mano in più.

Il percorso ci riporta in centro e tutto l’ambiente ritorno magico, il centro storico di Firenze è super. Il passaggio al 38esimo è però devastante. Passi praticamente dietro all’arrivo e tiri dritto di nuovo sul lungArno. Miracolo, un pallido sole squarcia le nuvole, ma non fa miracoli, non ho più le forze. Dovevo scoppiare e sto scoppiando, temo solo il crampo e di dovermi fermare. gli ultimi 2 chilometri sono un’agonia sportiva, vado ai 6:50… il freddo si sta impossessando di me, mi passa per la testa l’idea di fermarmi ma per fortuna non ho le forze neanche di pensare. guardo il Garmin ogni 20-30 secondi sperando che mi dica che ho fatto 200 metri e invece sono 20… 42esimo Chilometro, mi riprende anche Paolo che prova ad incitarmi ma non ne ho veramente più. ma c’è l’ultima curva, la gente, la piazza festante, abbozzo un allungo ed eccolo a 25 metri dal traguardo il crampo, quello che ti prende tutta la gamba. mi conficco letteralmente la mano destra tra adduttore e bicipite femorale e chiudo con una splendida smorfia.

3:45:59… scoppiato ma altri 10 minuti in meno e quello che fino a 40 giorni prima era un muro, ormai dista un quarto d’ora… freddo, tanto freddo. Il telo che mi danno mi copre a fatica le spalle. Si va via veloci al ristoro, 4/5 the caldi e poi a cambiarsi.

Comincio a risentire vita nel mio corpo solo al ristorante avendo ritrovate anche Lucia, Matilde e i nostri amici fiorentini.

fatica, tanta, tantissima fatica e troppo freddo, ma alla fine bastava semplicemente andare più forte 🙂

alla prossima…

Traccia GPX

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StravaGPX

Distanza totale: 42399 m
Altitudine massima: 69 m
Altitudine minima: 32 m
Totale salita: 480 m
Totale discesa: -468 m
Velocità media: 11.43 km/h
Tempo totale: 03:45:57