I’m an UltraMarathoner 50km terre di Siena

A costo di spoilerare parte della storia vado subito al punto: Se pensate che la corsa, il running o il footing organizzato, chiamatelo come volete, non sia uno sport di squadra, bhe non ci avete visto correre ieri…

Spoiler 2 è stata talmente lunga che anche il pezzo è lunghetto sorry.

Ma andiamo con ordine.
Settimana orrenda, non sto niente bene, non so quantificare il mio stato di forma ma direi che non sono tanto sopra il 50%… Si fa dura anche prima di iniziare, ma non mi sembra abbastanza per quella brutta sigla: DNS
Sveglia 3:30, partenza da Bologna e arrivo a Siena alle 6 e spicci con Riccardo, Edmund e Sebastiano (ultimi due che faranno la 32KM). Ci troviamo con i capponi che sono giù dal Sabato pronti per prendere il pullman che ci porterà alla partenza di San Gimignano.

Fa freddo, parecchio. Ci mettiamo addosso tutto quello che abbiamo, le previsioni di pioggerellina sono notevolmente peggiorata.
3 minuti al via, ci mettiamo in griglia nonostante la pioggia.
2 minuti al via, comincia a nevicare…

3,2,1, via… il brividino di ogni partenza stavolta è bello grosso.
Nonostante la giornataccia, San Gimignano è bellissima (patrimonio UNESCO) e piena di runners colorati ancora di più.
Ne usciamo dopo un po’ di su e giù e comincia il vero gioco di squadra…
LA banda capponi di schiera con un classico 3-2-1-2-2 di Mazzoniana memoria (magara)
In prima linea la Sergente di ferro, il luogo tenente con gradi conquistati sul campo Paolino e il braccio destro “scoppio al 37esimo” Andre.
Sulle fasce scalpitano Gianluca Cappon-friend che fa un po’ di elastico e Isaac che tra una pipì e l’altra cerca anche di non congelare.
Al centro della formazione il sottoscritto, nettamente il più in difficoltà.
Alle mie spalle il duo di classe Zambelli-Pullega.
Chiudono il gruppo Vito tra un’allacciatura di scarpe e l’altra e Luca che fa da guardaspalle.

La neve è presto diventata pioggia, si va via regolari tra gli ulivi in direzione di Ulignano (ci fosse un raggio di sole e non di pioggia sarebbe proprio figo) e si entra in una strada bianca, che di bianco ha poco, di fango molto di più.
Fa freddo, tanto freddo, per la paura dei chili persi in settimana ho reintegrato molti liquidi, forse troppi visto che mi fermo due volte ad annaffiare ulivi nonostante la fatica a trovare l’annafiatore.

Primo ristoro al km 6. Quella cosa marrone che dovrebbe essere thè caldo non è nè thè, nè caldo. Non benissimo per il mio già provato stomaco.
Continuiamo sempre su strada bianca sino al km 10 dove comincia un bel sali (tanto) e scendi superando il secondo ristoro Borgatello. Prendo il primo gel come da programma. Non benissimo.

Entriamo su una statale, parte del percorso non splendida verso Colle Val d’Elsa, lo stomaco non ha gradito per niente il gel al 16km crampi forti alla pancia. Sto pensando seriamente di ritirarmi, non riesco proprio ad andare avanti. Mi ammutolisco, mi concentro su me stesso e le mie sensazioni e stringo i denti. Per fortuna Paolo non sta zito un attimo, la Sabry ci controlla e tutti gli altri sono sorridenti e chiacchieroni. Se il clima metereologico ci prende a sberle, il clima nel gruppo è tropicale.

Km 18.8, il centro storico di Colle di Val d’Elsa, terzo ristoro e partenza della gara di 32 km. Niente gel, devo reinventare l’alimentazione in corsa. Thè caldo che finalmente è thè ed anche caldo, crostata e si riparte.
Sembro reagire abbastanza bene, l’eventuale ritiro lo posticipiamo al prossimo ristoro.
Avrei bisogno di un po’ di regolarità, sto correndo una distanza che non ho mai fatto, su di un percorso mosso che cambia sempre e non conosco, non vengo da una settimana semplice fisicamente, mi sto alimentando a sentimento.
Troppi dubbi per come sono abituato a correre. Per fortuna arriva una dolce salita di circa 6 km, metto il pilota automatico e si va. Sulla parte più impegnativa della salita che facciamo al passo, riesco anche a scrivere a Lucia per rassicurarla un po’.

Ah a proposito di Passo, la Sabry e gli altri sono impegnati per la preparazione al Passatore (100km) quindi ogni tanto sulle salite per non affaticare troppo le gambe si va su di passo. Basta una parola del sergente e tutti i 9 uomini ai suoi ordini rallentano o riaccelerano.
Ma non fatevi fregare, è più di una marcia veloce, tutte le volte che si dovrebbe camminare io mi stacco… 😉

Arriviamo al quarto ristoro, che definire fondamentale è poco.
Ci sono le bruschette con l’olio, ci si aprono nuovi orizzonti culinari. Ne prendo 2 e la pancia gradisce. Spettro ritiro allontanato.

Lungo e dolce sali e scendi e poi altra strada bianca per qualche km in direzione di Monteriggioni.
Corriamo sulla via Francigena. La pioggia non ci abbandona se non per diventare quasi neve.
Siamo alle porte del castello di Monteriggioni, peccato che per arrivarci c’è un’autentica scalata di 400m al 12%.
Ma siamo al 31km e al sesto ristoro conquistato, nonché partenza della km 18,700.

Breve discesa ed entriamo nella strada romanica La Cassia.
Piccolo cambio di formazione. Il cappon-friend Gianluca è scappato avanti.
A fare l’andatura sono ora Andrea e Isaac che ha superato il momento di freddo peggiore.
La Sabry controlla e Paolo, Riccardo e Fabrizio hanno messo su un terzetto da cabaret praticamente perfetto.
Vito, Luca ed io chiudiamo il gruppo. Sono il più impiccato ma questo lo si sà da San Gimignano…

Arriviamo sempre “tranquilli in gruppo” al boschetto, sentiero in piano e poi in leggera salita, ma soprattutto infangato pesantemente. Mi scaviglio due volte. Olè. Ma per fortuna oltre a due tirotti non ho altre ripercussioni e riesco ad andare avanti tranquillo.
Siamo al 35esimo e un impietoso cartello stradale ci indica SIENA 10km a sinistra, e noi ovviamente andiamo a destra. Bene ma non benissimo per il morale di chi sta cominciando a sentire le gambe pesanti da una settimana passata tra letto-cesso-divano.

Continuano i sali e scendi del percorso e questo non mi aiuta a tenere un ritmo stabile. Nuovo ristori con tanto di Ambulanza bene augurante. Evitiamo le Bruschette stavolta che sono più che altro olio con crostini e via un’altra salita abbastanza impegnativa anche se relativamente corta.
Siamo al km “Andrea” per i profani il 37. Ormai nevica proprio. Non essendoci stato ancora lo scoppio, anzi sembra uno di quelli più freschi si merita la diretta facebook della biondina. Olè.
Altro cartello stradale che ci illude della vicinanza di Siena e si torna a correre, fortunatamente in dolce discesa.
Luca comincia ad aver paura della distanza, vede il traguardo vicino e teme i crampi e rallentiamo un po’, io ringrazio.

Neanche il tempo di renderci conto di essere degli ultramaratoneti che al km 43 appena prima del nono ristoro ci raggiunge di gran carriera la Titty e nuovo cambio di formazione.

Continuiamo a girarci intorno ma ormai Siena la vediamo e ci stiamo arrivando. Alterniamo camminate e corse e forse questo mi taglia un po le gambe ma almeno ho fiato. Io e Luca chiudiamo il gruppo, Vito un passo avanti e la Sabry non ci lascia un secondo. Gli altri sono leggermente più avanti.

Km 47.500 entriamo nel centro storico di Siena (altro patrimonio UNESCO). Sembrerebbe un giro perfetto per turisti, continui sali e scendi tra la Basilica di San Domenico, e il Battistero. Ultimo chilometro, Piazza Duomo ed il complesso del Santa Maria della Scala, traguardo.

Mi accascio proprio dopo il traguardo. Non era semplice, è stata difficilissima. Ma con un gruppo così, con un sergente così non potevo fallire. Mi scappano 2 lacrime tra tensione e gioia. Bacio la Sabry in fronte (precisazione utile a fini familiari di entrambi) ma già lo sà quanto le sono grato. Gli altri non li bacio ma li abbraccio forte 🙂

Ci vediamo l’anno prossimo Siena, possibilmente con il sole e 12 gradi, che è già ora di pensare al prossimo #roadto perchè è appena arrivata la conferma dell’iscrizione alla maratona di Roma, e intanto reintegriamo con un bel hamburgherone.

Traccia GPX

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StravaGPX

Distanza totale: 50225 m
Altitudine massima: 357 m
Altitudine minima: 105 m
Totale salita: 1099 m
Totale discesa: -1074 m
Velocità media: 9.37 km/h
Tempo totale: 05:53:01