trasferta teutonica

Trasferta in Germania, da Lunedì a Giovedì. 4 giorni, troppi per non correre a maggior ragione visto il periodo un po’ scarico delle ultime settimane.
Programma tranquillo ma efficace. Martedì mattina 10-12 km semplici sotto i 5:00, mercoledì mattina 10-12 semplici sotto i 4:50 provando un’accellerazione forte. Facile, sempre, pulito. Sembra un piano perfetto.

Lunedì mattina ore 01:27 ACTHUNG! ACTHUNG! E poi qualche altra cosa incomprensibile. Allora: già essere svegliati dall’allarme antincendio non è divertente, ma se poi i messaggi di pericolo sono in tedesco è anche un po’ inquietante.
Fortunatamente falso allarme, si torna in camera in 20 minuti, ma faccio una gran fatica a dormire quindi cambio di programma: mattina un po di esercizi di CORE e sera andiamo con i 10-12 km.

Tutto il giorno in riunione e dopo un pasto pesante anche per un assiduo avventore dell’Oktoberfest quando stiamo per tornare in albergo comincia a piovere forte (olè). Scopro in albergo che abbiamo una palestra e sauna a disposizione e allora è fatta: dopo anni si torna sul tapis roulant.
Partiamo dai punti positivi: sono in maglietta e pantaloncini. Ciao Ciao inverno. In Palestra ci sono 100 miliardi di gradi e faccio una gran sudata. Fine degli aspetti positivi.

Non mi ricordavo quanto fosse mentalmente difficile correre stando fermi.
Innanzittutto sulla vetrata che dava sulla città c’era il mio faccione, neanche Narciso in persona ci riuscirebbe.
Dopo 3 minuti ne ho già le scatole piene, opto velocemente per un allenamento di “qualità”: 5km aggressivi con 2km a 4:34, 2km a 4:30, 1km a 3:59 e chiudo 30 minuti di pura gioia. Neanche il tempo di lamentarmi che vengo subito rimproverato…

“blasfemia!!!”
“ripeti con me:
il taps rulant è il mio migliore amico.
Nulla mi può ferire se lui è con me.
Mi consola nei momenti bui e piovosi.
Non nominare il tapis rulant invano.
Non possiedi un tapis rulant… è lui che possiede te.”

Le argomentazioni del Buddy non mi convincono. Il giorno dopo si esce!!!

Pronti per 12km nel mezzo del parco che circonda l’albergo. Vestito di nuovo da inverno (4 gradi…).
Il bel parco conosciuto in Agosto, illuminato, pieno di runners e gente in bicicletta o che passeggia è desolatamente vuoto, NON illuminato, tetro e nebbioso. Olè.
Pazienza, almeno non sono sul tapis rulant.
Comincia a piovigginare. Olè Olè.
Arrivo su di un tratto in sterrato, vedo ancora qualcosina perchè sono le 18:45 ma corro sulle uova per paura degli appoggi. (ottimo allenamento per la caviglie se non ti scavigli). Olè. Olè. Olè.
Intravedo un tratto aperto senza alberi solo un bel prato e il mio sentierino in mezzo. Solo qualche grande sasso ai lati.
A 5 metri dai sassi mi accorgo che si muovono.
A 2 metri dai sassi mi accorgo che sono un branco di cigni neri e incazzati neri che spalancano le ali e cominciano a soffiarmi addosso.
A 200 metri dai sassi mi guardo indietro e ho staccato Usain Bolt di almeno 30-40 metri. Dov’è la mamma del brutto anatroccolo quando serve???
Cambio giro, sempre più buio ma chiudo senza scavigliarmi i miei 12 km in 57 minuti, ultimi 2 km sotto i 4:10 e un 200 metri da 18 secondi netti non omologabile per incentivi non convenzionali.

Insomma se Atene piange Sparta non ride.
Si torna a Bologna a fare dei lunghi sotto la pioggia. Bene così. Primavera batti un colpo ti prego…

Aggiornamento: connection persa a Francoforte, si torna a casa venerdì…