Quanto sei bella Roma, ma che caldo.

Roma. Maratona. Amici.
Si potrebbe anche già chiudere il post qui. Ma non voglio dimenticarmi niente e quindi scrivo… E scrivo tanto preparatevi…

Arriviamo alla spicciolata Sabato, appuntamenti sparsi tra lo splendido Hotel Ferrarese, la metro o il marathon village per andare a ritirare i pettorali; è quasi una gita di classe e meriterebbe un post solo questo, e prometto che lo farò, ma ora parliamo della gara.

EXPO veramente bello, cominci ad immaginare la quantità di gente che ci sarà il giorno dopo sulle strade e respiri l’aria da “grande evento”.

Ci ritroviamo quasi tutti sotto il Colosseo, perlustrazione della zona partenza/arrivo e poi a piedi in hotel prenotando la cena (incredibilmente troviamo un posto per 22). Carbo load a base di cacio e pepe e amatriciana, il tempo di veder perdere la Virtus (*****) e si va a nanna.

Sveglia presto, splendida colazione, soliti rituali di preparazione e ci avviamo verso la zona di partenza.
La tensione pre maratona è presente ma questa non è una maratona qualsiasi. È Roma.
È la maratona più corsa in Italia da anni, è più facile sentir parlare straniero che italiano visto che il 40% di noi lo è, siamo in più di 14.000 formichine che si stanno dirigendo verso il Colosseo. Il Colosseo esatto, non ci stiamo radunando al parcheggio del CentroBorgo che per carità alle 6 di mattina a Novembre ha quel fascino tutto suo con la nebbolina e le luci sfuocate, siamo sotto uno dei primi stadi della storia del mondo, probabilmente il monumento più conosciuto insieme alla Tour Eifelle e la statua della libertà, siamo nella Urbe, centro del mondo per secoli, ogni centimetro è affascinante, ogni metro nasconde uno scorcio particolare e non posso esimermi dalla foto di rito con questo colosso alle spalle.

Non potevamo rimanere tutti in gruppo, ci siamo persi in piccoli gruppi ma abbiamo un appuntamento per la Cappon-Foto.
Si sta benissimo in maglietta, è una giornata magnifica la primavera è esplosa anzi sembra bussare una prima prova d’Estate.
Sono previsti 20/21 gradi, dovremmo essere bravi a bere tanto e cercare l’ombra.
C’è sempre più gente, l’organizzazione non è niente male, i camion per lasciare lo zainetto (parte del pacco gara) sono molti e distanziati. Solita coda per i bagni ma niente di drammatico e raggiungiamo gli altri per la foto.
Baci e Abbracci come nei più classici dei libri cuore, una serie di in bocca al lupo incrociati e ci dirigiamo in griglia. Qualcuno è in griglia 1, chi nella 2 altri nella 3. In un gruppetto dalla uno scaliamo in seconda per stare insieme. Il piano gara sarebbe andare ai 5:10-5:15 fino al 30-32esimo chilometro poi qualcuno allungherà, altri stringeranno i denti, altri verranno raccolti da chi parte più piano.

La partenza è una figata assurda, musica a tutto volume, lo speaker che ci carica negli ultimi 10 minuti e ci incita, coriandoli, urla, tifo… A Milano.
A Roma partiamo nell’anonimato. C’era più carica a Crevalcore il 6 Gennaio. Facciamo quasi fatica a capire che siamo partiti…
Ma siamo partiti e tutto il resto lascia il tempo che trova.
Siamo una marea, si fa’ fatica a correre ad un bel ritmo ma lo sapevamo, questo è il chilometro in cui rischi solo di farti male, basta avere un attimo di pazienza tanto come ogni domenica chi si gioca la vittoria è già al primo ristoro…
Roma si presenta subito in tutta la sua bellezza e complessità.
Non ci sono 2 metri uguali. È tutto un su e giù di san pietrini per la gioia di ginocchia e caviglie.
Il gruppetto capponi si compatta. Filo, Giuse, Pennuz e Poz a chiudere.
Ci sono più bande che ci accompagnano che chilometri. 6 nei primi 5 chilometri.

Siamo al km 7,4 e ci supera Calcaterra. Chi? Come chi, è l’ottavo re di Roma nonchè grande trascinatore. Partito ultimo sta superando tutti, al suo passaggio è un susseguirsi di incitamenti, applausi, urla, scambi di 5. Ci da una carica incredibile.
Abbiamo appena fatto il primo giro di boa e cominciamo a risalire il Tevere dopo aver superato Ostiense e Roma3. Stiamo passando in una zona di Roma più lontana dal centro un po’ anonima (nel senso che potremmo essere in tante altre città).
Stiamo andando con un gran bel passo, superiamo il secondo ristoro idratandoci molto. Il caldo capiamo che sarà un problema. Sicuramente un bel problema dopo mesi di pioggia e freddo, ma un gran problema.

Tra l’11 e il 13esimo si ripassa vicino il centro e si sente. Tanta gente a fare il tifo, tantissimi stranieri che salutano e incitano tutti. Filo chiede di rallentare un attimo allora ne approfitto per sosta idraulica e 2 chilometri sotto i 5:00 per riprenderli.

Le gambe girano bene, al 17,5 km il colpo di scena, si gira in via della Conciliazione e appare. Maestoso. Aulico. Imponente. San Pietro. Tanta gente oltre le transenne, tantissimi cinque, arriviamo sotto San Pietro e presi dall’euforia io e Pennuz abbiamo staccato Giuse e Filo, li aspettiamo ma lasciamo andare Pennuz che sembra averne. Sembra… Io mi sento bene ma non tanto da forzare.

Filo fa fatica, al ristoro della mezza cammina e al 23 molla il colpo e va del suo passo. Alla fine mi confesserà: nessun problema specifico, solo un ciocco clamoroso. Olè.

Siamo rimasti in due ma in compagnia si va avanti. In realtà poco perchè al ristoro del 25esimo ci perdiamo. Io penso sia avanti, lui pensa sia indietro e patatrack.

Amen, 2 ore abbondanti le abbiamo fatte in compagnia, ora mi metto in versione zen e si va. Mi metto ai 5:15-5:20 e non sciolte ma le gambe girano. Superiamo il Foro Italico, Tor di Quinto, Villa Gori.
La strada è bella larga ma le “vittime” del caldo si vedono… tanti che camminano o rallentano, tanti che chiedono un po di sollievo ai punti medici. Alla fine della giornata in 200 circa verranno assistiti per disidratazione, 3 portati in ospedale ma fortunatamente tutto bene.
Piano piano vedo assottigliarsi il vantaggio che avevo sul tempo che mi ero prefissato ed abbassare il personale fatto a Firenze qualche mese fa.
Passiamo il Flaminio, chilometro 35 e lo stomaco chiede pietà. Si blocca improvvisamente.
Stringo i denti, sarebbe facile mollare ma proprio non ne ho voglia. faccio altri due chilometri comunque sotto i 6:00 passando per piazza Navona affaticato ma decoroso.

Fortunatamente basta guardarsi intorno per ritrovare le forze. Palazzo Chigi e Montecitorio, Via del Corso, giro di boa finale a Campo Marzio in Piazza del Popolo sotto il Pincio e poi Piazza di Spagna.

Arrivo al ristoro dei 40km rallento proprio camminando 100 metri mentre bevo. Arriva Imbro che partiva 5 minuti dietro… Prova ad incitarmi, provo a reagire entrando in quello che ho amichevolmente soprannominato il Tunnel della morte… 300 metri bui sotto i giardini del Quirinale, un cimitero di bicchieri e bucce di banana. Non un gran stimolo se sei cotto.

Riesco comunque a trovare le forze per corrichiare decentemente gli ultimi due chilometri e chiudere in 3:53, comunque il mio secondo miglior tempo in maratona.

Smettere di correre, bere litri di Powerade e godersi il sole e i 25 gradi capitolini con la medaglia al collo è un regalo immenso.
Ci ricompattiamo alla spicciolata tutti, chi aveva provato ad allungare ma è scoppiato, chi è partito piano ed ha finito alla grande (daje Andre) e anche chi è partito piano e poi è scoppiato comunque 😉

Che dire bella dovevi essere e stupenda sei stata. Non venite a Roma per cercare il tempo, ma non potete non venire, è Unica.

Traccia GPX

Scarica il file GPX: download

StravaGPX

Distanza totale: 42870 m
Altitudine massima: 64 m
Altitudine minima: 9 m
Totale salita: 834 m
Totale discesa: -834 m
Velocità media: 11.29 km/h
Tempo totale: 03:54:27