capponfesta che delusione

Che delusione…

Viviamo in un mondo orma in cui l’apparenza è tutto, vengono gridate tante promesse, tanti cambiamenti, tutti sono meglio degli altri, ma poi alla prova dei fatti tutto si scioglie in una bolla di sapone.

E purtroppo ieri sera ne ho avuto la conferma.

C’era la “festa” del passo capponi, ma ha fatto bene mia moglie sommersa dal trasloco (vi ho detto che stiamo traslocando?) a rimanere a casa…

 

Andiamo con ordine.

Nonostante la bellissima cornice di palazzo Nicolaj capisci subito come andrà la serata:

-Pacco gara con delle ciabatte!!!?? niente pasta, niente biscotti, e mi toccherà andare alla Coop.

-Ti accolgono i saggi ma manca il presidente, quello che ha dato il nome alla società… appunto un prestanome, chissà che giri loschi ci sono dietro e il bello è che il suddetto “presidente” non era in Kenya a studiare nuove tabelle o metodi di allenamento-alimentazione, ma in Sardegna a rompere i maroni ai poveri camerieri sardi che a detta sua non lavorano abbastanza. (comunque più di Guido).

-Non c’è la tenda.

 

Faccio finta di niente ed entro.

Il percorso prevede un giro di 345 metri con 4 ristori e un punto vino-birra (sembra ci fosse anche dell’acqua ma non ero interessato).

Dicono tanto qui del Passo Capponi che più che altro si divertono, non fanno allenamenti specifici, ma c’è qualcuno che per prepararsi alla cena è una settimana che fa ripetute a tavola, anche con Bazzani e compagnia danzante.

 

Non faccio in tempo a prendere il primo bicchiere che mi si avvicina un anzolese millantando conoscenze da enologo e provando subito a vendermi del vino. No vino io voglio il chilo di pasta!!!

Preso da bere cerco da mangiare e qui viene il bello.

Il motto del gruppo sarebbe “arrivo, con calma ma arrivo”.

Sì peccato che quando escono i fritti diventa “arrivo, scansati che arrivo”. Blocchi, tagliafuori, contatti proibiti che neanche nei derby di basket city fine anni 90.

 

Il tutto poi in un clima di competizione paurosa.

Tutti che cercano di scoprire i segreti degli altri. Ho sentito personalmente qualcuno dire “Io mangio quello che mangia Pullega”. “cosa bevi vino rosso, Pullega ha preso il frizzantino”.

Qualcuno ha anche indossato una maglietta rosa flou solo per vincere la competitiva dei TAG sulle foto di Facebook. (imbarazzo…)

 

Ho provato a parlare con il responsabile del trail ma è stato impossibile, aveva già fatto +3000D col vino.

Ho provato a chiedere informazioni su come affrontare la Casaglia-SanLuca di venerdì e mi hanno risposto o con un elusivo “faccio la volontaria” o con un poco utile “provo a correre in salita e rotolo in discesa”.

Ho provato a parlare con il presidente, quello che si sbatte perché non lavora per intenderci e dopo 15 minuti ho capito che in realtà era uno, chiamato il fantasista, travestito da presidente, per depistare le spie… alla faccia del “podismo che piace a me” cit.

 

Insomma ho visto proprio il peggio del pedosimo bolognese ma forse il messaggio continua a non arrivare.

 

ATTENZIONE: post ad alto contenuto satirico

ATTENZIONE2: se non avevi colto l’ironia ti sconsiglio caldamente di leggere qualsiasi cosa su internet che non sia wikipedia.

PS: siete bellissimi non cambiate mai.