mezza maratona con la family

Piazza Malpighi, ultimo ristoro, 20km abbondanti, ne manca 1 scarso.
Non ci fermiamo neanche, avendo il passeggino ho le mie provviste e le passo una borraccia che neanche Coppi e Bartali.
Svolta a sinistra, via Barberia, ancora salita, ancora per poco.
Mi giro per incoraggiarla, già ride e dal passeggino parte un “forza mamma corriiii”
300 metri e siamo ormai al Pavaglione, da Zanarini c’è chi beve un caffè o un prosecchino e ci guarda senza capire, senza cogliere quello che sta, stiamo, per fare.
Eccoci stiamo entrando in Piazza. In questi 12 anni ci saremo passati migliaia di volte, forse milioni, attraversando anche il crescentone in diagonale prima di essere laureati in barba alla cabala, ma oggi è diverso.
Tra due ali di folla (finalmente, chiuso subito la parentesi polemica) arriviamo, braccia alzate, insieme, tutti e tre, stanchi ma sorridenti.

Ride, piange, mi abbraccia, la bacio, ci danno le medaglie Maty compresa e incomincia a realizzare; incomincia a capire che gli sforzi fatti sono stati ripagati, che da quei 6-7 Km corsi a fatica ai 7:30 di Gennaio, ora ha fatto 21,1km ai 6:08, comincia a capire che 8 mesi di fatica e di prime volte hanno portato i loro frutti, che Stoccolma non è stata solo divertimento, che gli allenamenti al mare sono serviti eccome, che le corse in montagna appesantiscono le gambe ma fanno un gran bene, comincia a capire di aver corso una mezza maratona, comincia a capire di essersi appena ammalata di corsa, comincia a capire che è felice.

Orgoglioso, orgogliosissimo.
Perchè è stata la RTU più lenta che abbia mai corso, ma è stata anche la più bella e divertente.
Ah Ravenna è vicina…

 

 

Festa doveva essere e festa è stata. Sono partito a raccontarla dalla fine perchè ne valeva la pena, ma anche tutti il resto merita e tanto… quindi…

01:23 In casa Pozzana, si accende un telefono in bagno. “Lu tutto bene?” “Sì ma voglio drogarmi che non riesco a dormire…” serenità…
02:12 Il mio tentativo di riaddormentarmi si infrange sui suoi tentativi di regolarizzare i respiri, non capisco se sto dormendo con un muflone o con Pellizzari che si prepara ad un’immersione da record. serenità…

06:50 Dall’altra stanza la Maty mi chiede se l’uccellino ha già portato via il ciuccio… benessum, buongiorno a tutti.

07:09 Si alza anche la mamma, tutti a fare colazione e i timori si confermano, tesa neanche avesse la valigetta dei codici nucleari di Trump, d’altronde non aveva dormito la notte prima dell’ultimo lungo, figurati prima della gara…

 

 

08:20 Dopo vari giri di bagni, vestizioni, svestizioni, stretching “perchè mi sento un po’ tirare” e vasini ci siamo, di corsa verso la foto del passo capponi.

8:43 Arriviamo in largo anticipo (2 minuti) per la foto e già si capisce che giornata sarà… ci sono 242 capponi pronti a partire che si arrampicano su per le scale. Incredibilmente dopo manovre che neanche Schettino ci siamo, foto e gran casino. Mille saluti, mille in bocca al lupo (e altri mille ne avrei voluti fare)

 

 

9:00 Accompagniamo la nonna alla partenza dei 10km, foto di #pozfamily al completo e via, giusto  il tempo di far fare due corse alla Maty, salutare il buddy Acqua che con Gio in passeggino stamperà un facile 1:35, un’ultima pipì e ci mettiamo in fondo alla griglia

 

 

9:45 – KM 0 puntuali come un’orologio svizzero si parte, partiamo guardinghi anche perchè col passeggino e la tanta gente non è semplicissimo. Il nonno partito ancora più guardingo ci recupera subito.

Ci attacchiamo al gruppone dei “pacer lenti delle 2:15”, saremo una cinquantina di capponi (242 e gruppo più rumoroso). Maty gradisce talemnte tanto che chiude la cappottina e buona notte.

Tra una chiacchiera ed un’altra, una gag e l’altra arriviamo tutti insieme al 5km e sembra di essere appena partiti. Primo ristoro e acqua obbligatoria, c’è un bel caldo. Abbiamo finito la prima salita (risalita sui viali da porta San Donato a Santo Stefano, un bacio alla statua di Vittorio Emanuele, Il Garibaldi (da dove parte l‘alba podistica in the city mi raccomando tutti i venerdì alle 6:00 grandi premi e cotillion) e via che si va lisci come l’olio.

 

Stiamo davanti al gruppone così col passeggino sono più tranquillo, giù in discesa fino al Paladozza dopo un primo spugnaggio (utilissimo).

Arriviamo tra il 9 e 10 chilometri dove ci sono un po’ di capponi che fanno i volontari sul percorso e le spugne tornano utili… (Biccio il tipo in macchina tutto bene?). La serietà del gruppo è decisamente bassa. Non cambiate mai grazie.

 

 

Ristoro dei 10 km (chiusi in 1:03), non faccio tempo a bere che Nonno e Lucia sono in fuga. Li raggiungo.
Nonno alza bandiera bianca (“vado col mio ritmo” e stamperà un gran 2:17 che per tutto quello che c’è dietro sono stra orgoglioso di #PozSenior) Lucia invece scalpita “mai corsi 10km così facili”.

Bene, abbassiamo (di poco) il ritmo e si va. Zona universitaria in leggera salita e poi giro sotto le 2 torri sempre emozionante. Metà è abbondantemente superata, da qui alla fine Lucia conosce benissimo il percorso perchè l’abbiamo fatto più volte (a tappe) in allenamento, non ci sono più scuse. Matilde capisce il momento topico, si sveglia, apre la cappottina e non smette di parlare (e qualcuno deve anche risponderle…)

Via Fondazza in salita al 14km si fa sempre rispettare e arrivare in via Santo Stefano che non ha un centimetro d’ombra bene ma non benissimo ma siamo ormai al ristoro dei 15 e arrivarci trovando facce amiche (e acqua) fa molto bene. Ristoro anche per la Maty che comincia la sua degustazione di 5 portate di gallette accompagnate da una borraccia di acqua del sindaco annata 2018.

 

 

Si gira a sinistra e si ritrova un po’ di ombra e poi su per Castiglione. Ho raccontato varie volte a Lucia che è praticamente l’ultima difficoltà, arrivati in cima siamo a 16 e poi c’è un bel pezzo di discesina-piano che aiuta.

Stringe i denti e non alziamo il ritmo in salita, si vede che sta bene e superiamo anche un po’ di gente (alla faccia sua che pensa di essere una schiappa). Discesa verso il tribunale (breve sosta a raccogliere 50 €. 1,2,3, miei grazie sono nel salvadanaio per Estate 2019) svolta a sinistra verso via Saragozza. Corravamo insieme qua le primissime volte, prima che mi ammalassi di corsa, prima della Maty, prima di sposarci… 2 vite fa insomma.

 

 

In fondo a Saragozza altro spugnaggio, poi giù verso sant’Isaia.

Le gambe cominciano a farsi sentire nonostante la continua discesina, siamo pur sempre al 18esimo km.

Via San Felice, lunghissima, scavalliamo i 19km, ogni passo in più per Lucia è un record, ma sta bene e ha solo in mente un numero: 21.

Si sente bene, sta bene, sta cominciando a capire qualcosa.
Finalmente curva a destra, piazza Malpighi, in salitina, non devo neanche girarmi è di fianco a me e tra una smorfia e un’altra inizia a ridere…

 

Traccia GPX

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StravaGPX

Distanza totale: 21336 m
Altitudine massima: 85 m
Altitudine minima: 46 m
Totale salita: 256 m
Totale discesa: -249 m
Velocità media: 9.92 km/h
Tempo totale: 02:11:15