Primo lungo verso Reggio

Lunedì mattina con le emozioni della Run Tune Up ancora fresche, arriva la mail del pres con le proposte della settimana per allenamenti colletivi e gare.

Passano 10 minuti e mi arriva un messaggio di Lucia: “Ma se andiamo a San Giovanni domenica alla maratonina del pesco? io faccio i 16”

Ok l’abbiamo ufficialmente persa. Se neanche 24 ore dopo la prima 21 hai voglia di fartene 16 in un contesto decisamente diverso come può essere la corsa in provincia della domenica allora vuol dire che ci sei…  Ovviamente non mi faccio pregare, anzi, il lungo programmato di 30 diventa lungo di 30 con passeggino 😉

 

 

Arriviamo in tenda nell’istante in cui si fa la foto di gruppo. Perfetti.

Giusto il tempo di ritirare i pettorali, fare qualche chiacchiera, organizzare passeggino, mettersi la maglia col pollo e lasciare gli zaini in tenda che ci andiamo a posizionare dietro l’arco di partenza.
Io farò il percorso lungo da 30, Lucia quello medio da 16 quindi ci salutiamo subito al via anche perchè io vorrei stare il più possibile sui 5:00/km che sarebbe PB visto che ho un 2:33:55 (senza passeggino) per ora.

La partenza è un po’ caotica tra la tanta gente e il non voler correre da solo, faccio il primo km sopra i 6:00 e i seguenti intorno al 5:15. Il record se n’è già andato, amen, almeno ho corso con un po’ di amici, la Maty ha fatto delle gran chiacchiere e quando è caduto Dudu c’era subito un amico a recuperarlo. Appena usciamo dalla città per la campagna mi chiede quando ci saranno le galline. Io che comincio già ad essere a corto di fiato le prometto che le cerchiamo.

 

 

Al 4km curva secca a sinistra e primo pezzo in sterrato; è poco più di un sentiero tra i campi, ma il super Bugaboo non fa una piega, richiede solo più potenza… Torniamo sull’asfalto per il primo ristoro che salto onde evitare di uccidere una trentina di podisti, tanto sia io che la Maty abbiamo le nostre borracce (e per fortuna [spoiler]).

Si prosegue e nel suo chiacchierare ad un certo punto #babypoz esplode di gioia, delirio nella bassa, ci sono le galline in un’aia!!!! Chi mi sta di fianco ride, anche se la giornata è calda e siamo già al 7km.

Correndo un pelo più forte delle ultime volte saluto amiche e amici che vedo meno ultimamente. All’ottavo km bivio tra percorso lungo e medio, salutiamo un po’ di amici e ci tuffiamo nella ridente campagna. Come Pantani si toglieva la bandana, Matilde chiude la cappottina e capisco, è il momento di mettere il paraocchi e menare. Mode 4:58 e via andare.

 

 

Tutti stanno diligentemente sulla sinistra della carreggiata, ma sulla destra c’è un briciolo di ombra e noi vi ci buttiamo perchè la mattinata calda si stà trasformando in una agostana boccheggiante giornata. Svolta a destra e sterrato lungo l’argine. I timori di correre sullo sterrato si spengono in 200 metri, il tempo in cui Matilde crolla e si addormenta.

Correre con il passeggino sullo sterrato (questo sterrato che è più una strada battuta che altro, quelle che in toscana chiamano strade bianche) richiede un pelo più di attenzione per evitare troppi buchi ma soprattutto i sassi più grossi ma per il resto niente di eccezzionale se non un briciolo di spinta in più che si fa sentire anche su spalle e braccia.

 

 

 

Non tira un filo di vento, non c’è un centimetro d’ombra, spingere come vorrei diventa impossibile e alzo il mio ritmo di 10/15″ al chilometro ma così facendo salvo le gambe.
Dopo il ristoro del 20esimo c’è uno strappetto, saranno 5 metri di dislivello, forse meno, ma su uno sterrato più brutto e devo arrivarci in spinta per non piantarmi e come al solito la discesina qualche centinaio di metri dopo non ripaga della fatica fatta.

Arriviamo al ristoro del 25esimo e Matilde si sveglia, c’è da mangiare… Io bevo (tanto) e riempio la borraccia finita. Un biscotto per babypoz e si riparte. Ultimi sforzi, le gambe faticano ma ci sono, Matilde torna a chiacchierare e il vero problema diventa il fiato per risponderle.

 

 

 

Ultimo pezzo di sterrato poi curva secca a sinistra e ultimo chilometro.

DRAMMA.

“Maty dov’è Dudu??!”

5 interminabili secondi per capire che il pupazzetto con cui dorme mangia vive (ne abbiamo comprato un secondo identico per ovvie ragioni sanitarie ma non fateglielo sapere) è caduto e so benissimo che devo tornare a prenderlo (ogni riferimento a moglie infuriata è puramente casuale).

Mi giro e torno indietro, che fa male a scriverlo figuratevi a farlo.
Incrocio dei ragazzi che mi guardano sconsolati e dicono “Scusa non ce la facevo proprio a raccoglierlo”. Sorrido anche se vorrei mangiarli ma in fin dei conti li capisco, tutti quelli arrivati sono arrivati veramente cotti oggi e un crampo per un movimento del caiser tipo raccogliere qualcosa da terra può essere deleterio.

 

 

 

Fortunatamente dopo 500 lunghissimi metri sbucano 2 Capponi  (amici, non animali) con in mano il sacro pupazzo. Ora capisco come si devono essere sentiti quelli dell’Amaro Montenegro con l’antico vaso (per sponsorizzazioni scrivere in privato grazie 😉 ). Li ringrazio e si riparte. Sarà la gioia di aver riconquistato il letto per la notte ma l’ultimo chilometro volo proprio.

 

 

Arriviamo, la mamma s’è gia docciata e si è divertita alla grande anche oggi. Io mi rimetto in sesto che c’è la parte più importante della giornata IL (sobrio) TERZO TEMPO che tanto siamo in finestra metabolica…

Non correvo 30 dalla maratona di Roma.
Seconda volta che faccio 30 con Maty e PB (con passeggino) in 2:34 e quinta volta oltre i 25km chissà che in futuro non ci scappi anche una gara oltre la mezza…

Intanto mettiamo buona benzina nelle gambe per Reggio (e Ferrara e Ravenna).

 

 

PS: non è un broncio è il sole in faccia 🙂
PPS: non ero stanco, ero proprio cotto

 

 

 

Traccia GPX

Scarica il file GPX: download

StravaGPX

Distanza totale: 30347 m
Altitudine massima: 29 m
Altitudine minima: 13 m
Totale salita: 129 m
Totale discesa: -129 m
Velocità media: 11.68 km/h
Tempo totale: 02:38:36