50 di Siena

 

Concentrato come sono sulla preparazione del Passatore, mi sono ritrovato sabato a pensare: “ehi devo fare la borsa per Siena… una ultramarathon. Una Ultramarathon??? Siamo sicuri?”

Ero così proiettato sul Passatore che Siena la vedevo come un normale step di allenamento, come se dovendone fare 100 fra 3 mesi automaticamente voglia dire che 50 domani li faccia facili…

 

 

Fortunatamente non sono ancora immune al fascino della gara, della trasferta con gli amici che sembra una gita del liceo (decisamente più sobria ma lo spirito è quello…) e ci troviamo in una trentina nella città del Palio con un bel sole e un fortissimo vento e tutto questo contribuisce a far salire l’adrenalina da evento.

 

 

Si parte il sabato in macchina, albergo, giretto in città per il ritiro pettorali e cena carbo load. C’è chi sta attento a bilanciare proteine e carboidrati, chi fa il pieno di pasta e chi al terzo ammazzacaffè post tiramisù ripartirebbe con un tris di primi… Io mi limito a dei buonissimi pici cacio e pepe. E buona notte.

 

 

Sveglia presto che le navette per la partenza di San Geminiano partono tra le 6:30 e le 6:45.
Arriviamo a San Geminiano e parte il rituale della vestizione, ci accalchiamo in un bar perchè il vento arriva bello forte e pela alla grande…

 

Tra una chiacchiera e un’altra provo qualche timido tentativo di riscaldamento cercando un posto protetto dal vento e mi ritrovo a fare il criceto insieme a Fra in un chioschetto di 12 metri quadrati che meriterebbe ben altra attenzione da quant’è bello.

Torniamo in piazza giusto il tempo per 2 foto e metterci dietro l’arco e ritrovo un altro po’ di compagni d’avventura. Vento e freddo ma c’è un bel sole al contrario dell’anno scorso che siamo partiti sotto la neve e qualche timido spettatore si affaccia tra cui 5-6 giapponesine impazzite.

 

Pronti, solito brividino in partenza e via. Davanti corrono a tuono, noi partiamo guardinghi che tra lastricati freddo e gente è un attimo buttare tutto in vacca. Dico noi perché oltre a Fra parto insieme ad Umbe, conosciuto sabato scorso verso Mongardino e subito inserito nei matti che mi seguono (o mi aspettano).

 

Voliamo lungo una delle parti più belle del percorso, tanta discesa e qualche strappetino, e dopo 2 km di asfalto siamo già tra le vigne sulle strade bianche. Il sole splende e comincia a scaldare, in 10 minuti tolgo collo, guanti e giacchino antivento. Piccolo brivido quando rimettendomi il gilet-zainetto lo metto al contrario e mi cade il 50% dei rifornimenti. Mi devo fermare per raccoglierli cercando di non farmi centrare dagli altri runners.

 

 

Ci raggiunge Fabione che in 4 chilometri parla sempre, salta il primo rifornimento pur evitare di perdere il ritmo nelle chiacchiere. Una macchinetta, anche a correre tant’è che appena la discesa si addolcisce e comincia il piano nonostante provi ad incitarci noi rallentiamo e lui se ne va insieme a Fra e ci lascia al nostro destino.

Noi rallentiamo un attimo, siamo partiti forte ma voglio preservare le gambe sia per me sia per Umberto che è alla prima ultra.

 

 

Prima del decimo chilometro comincia la prima vera salita di giornata, ma nonostante questo i primi 10 se ne vanno in 54 minuti.

Prima salita che parte forte ma poi si addolcisce progressivamente, fino a diventare un bel piano tra le colline senesi. In lontananza ormai si vede il borgo da cui siamo partiti. Momento bello della gara, andiamo via bene, chiacchieriamo anche con altri runners e il ritmo è decisamente buono intorno ai 5:30.

 

 

Entriamo a Colle val d’Elsa, dove partiva la gara da 32 km e dove l’anno scorso ho pensato seriamente di ritirarmi…

Picchiata fino in centro in mezzo al borgo, rifornimento e poi si risale.

Lungo sali (molto) e scendi (meno) di 8km e di nuovo in mezzo ai campi dopo tristi pezzi di statale e siamo a metà.

25km in 2:22:50, 9 minuti di vantaggio sull’anno scorso e a questo punto non ero ancora scoppiato 🙂

Si va ancora bene, le energie sembrano esserci, le gambe si muovono bene, la testa tiene e le chiacchiere continuano…

 

Bella discesa, altre chiacchiere, continuiamo ad alimentarci bene e riusciamo a farci anche qualche foto correndo verso Monteriggioni.

Superiamo i 30, le gambe cominciano ad indurirsi e arriva la salita di Monteriggioni.
Non è una salita, è una scalinata senza scalini… sembra un ossimoro ma secondo me spiega bene la difficoltà. (Camminiamo…)

Su in cima ristoro e ci fermiamo un attimo pronti per ripartire. Continuiamo a superarci e ri-superarci con un gruppo di ragazzi e una ragazza di cui ovviamente non ricordo la società chiacchierando e condividendo le fatiche e le impressioni per la bella giornata.

 

 

 

Comincio ad accusare un problemino di alimentazione che mi porto dietro da vari chilometri che comincia quindi a farsi sentire sulle gambe, ma farò un post focus sull’alimentazione 😉

Neanche il tempo di riposare che si riparte al 35 con una salita bella tosta che camminiamo nei pezzi più duri e corriamo quando si addolcisce.

Finalmente un po’ di piano ma nonostante questo faccio fatica a scendere sotto i 6:00, mentre Umbe sembra ancora fresco, d’altronde è un Ironman… Cominciamo a vedere Siena, ma tutte le volte agli incroci ci allontaniamo invece che avvicinarci… puro sadismo.

 

 

Da 10 chilometri corriamo più o meno con un giapponesino, tanto simpatico quanto timido che ci ha detto ciao dopo 3 km fianco a fianco nonostante ci guardasse ogni 5 metri.

Ultimo strappo, tanto camminato, scolliniamo poco sopra i 40, ristoro e ci buttiamo in discesa a respirare.

 

Ormai da un po’ di chilometri le chiacchiere si sono notevolmente ridotte ma quando il garmin mi segna 42,2 KM ho la forza di nominare ufficialmente Umberto ultramaratoneta, esattamente come un anno fa fece con me la biondina e il gruppo delle avventure.

Arriviamo finalmente all’ultima salita, quella che ci porta dentro Siena, nonostante la fatica e le poche energie rimaste, abbassiamo il ritmo ma la corriamo tutta. Raggiungiamo il nostro amico giapponesino un po’ in crisi, come a tanti prima di lui lo incito (e per questo sono stato nominato a mia volta: IL MOTIVATORE e ne vado molto fiero…). Neanche il tempo di ascoltarmi che con il solito sorriso che non sai se ha capito o se è nel suo mondo, ma gli si chiude la vena e va… cambia decisamente passo e ci lascia lì nel nostro brodo.

 

Passiamo sotto il nostro albergo, sotto porta Camollia e siamo in centro, gli ultimi chilometri sono tanto belli quanto impegnativi, tutti lastroni e tanti strappetti.

Le forze tornano, riusciamo a corricchiare decentemente, ultima curva secca a destra e piazza del campo. È in discesa e così anche se arrivi cotto fai un arrivo trionfale.

 

Non felice Umberto si fa un giro intero della piazza per far arrivare il garmin a 50,00 (avesse avuto un polar…) Sì che è pazzo l’abbiamo già detto, ma oggi è stato un gran compagno di viaggio e l’impressione che ne avesse di più è evidente.

 

Riparto da Siena bello carico, con tanti chilometri in più nelle gambe, qualche nota positiva e qualche negativa ma in generale è stata una gran gara prima di tutto e un ottimo allenamento in secondo step.

 

Ci sarebbero un sacco di altri amici che hanno condiviso questo weekend e meriterebbero una citazione ma non li cito per non fare torto a nessuno che sicuro mi dimenticherei qualcuno.

Uno in particolare vorrei citare che ha organizzato tutta la gita, ma abbiamo un appuntamento più avanti da dover raccontare insieme… daje F.

Traccia GPX

Scarica il file GPX: download

StravaGPX

Distanza totale: 49920 m
Altitudine massima: 358 m
Altitudine minima: 107 m
Totale salita: 923 m
Totale discesa: -911 m
Velocità media: 9.87 km/h
Tempo totale: 05:19:11