Soli verso la meta

17km fatti insieme, per lo più in salita, contando uno sull’altro come abbiamo fatto per mesi su per Casaglia o per il Genio. Su per Villa Ghigi o verso Mongardino.

Ora comincia la prima discesa e sono solo. Avevo pensato che se stavo bene potevo “partire” dopo la colla, o a Marradi forse ci saremmo separati se uno dei due avesse avuto un calo. Non mi aspettavo di rimanere solo quasi da subito con 83km da fare in solitaria.

 

Ma se c’era una cosa chiara dal primo istante che ho cominciato a pensare al Passatore è che non è una corsa come le altre, le variabili sono tantissime e imprevedibili e quindi mi ero anche in un certo senso preparato mentalmente ad avere vari piani B, C e D.

Cerco di farmi un piano in testa, intanto proseguo come sempre, 2 ore abbondanti di corsa e allora prendo il secondo pezzo di Parmigiano.

Continuo a non guardare il ritmo sul POLAR, vado a sensazione cercando un ritmo che non mi appesantisca quindi senza spingere più di tanto ma che mi dia anche belle sensazioni. Non ci faccio caso ma passo ai 20km in 2:16:40. Al momento sarei più vicino alle 13 ore che alle 12, ma mi aiuta molto non saperlo. Senza saperlo ho trovato il mio piano B.

Faccio la seconda diretta Instagram, più che altro per tenere tracci adelle sensazioni, per tranquillizare a casa e per tenere la testa sveglia mi ero ripromesso di fare un video ogni 10km. Il problema è che ero talmente poco concentrato su questo che ho perso tutti i video 🙂 Poco male non svelavo nè il terzo segreto di Fatima nè il finale di Game of Trones.

 

 

Ho buone sensazioni, corro bene e sciolto, supero molti runner senza però forzare. Supero Iron Milo che si sta gestendo bene in discesa.

Corro con la mente sgombra rivivendo l’anno scorso quando risalivo in bici questo pezzo salutando vari amici impegnati in gara e andando a recuperare il gruppo della biondina.

 

Continuando a scendere lo vedo, lo riconosco subito. Non conosco ancora il suo nome, ma non posso dimenticarmelo. Sta correndo con suo fratello in bici affianco.

Ci siamo conosciuti a Siena alla 50km a Febbraio, qualche chiacchiara in corsa niente di più di un classico “Ciao” o “Dai non mollare”.  A siena sull’ultima salita mi aveva letteralmente staccato, stavolta invece corriamo un po’ insieme.

Lo saluto, mi riconosce. Si chiama Noppadol ed è thailandese (il bello di facebook, siamo amici anche virtuali ora), non giapponese come credevo.

Il Passatore è anche questo: decidi tu come correrlo, decidi tu se accerchiarti di avversari o di compagni di avventura. Decidi tu se salutare qualcuno con un breve cenno della mano o con chiacchiere per km. Io e il mio nuovo amico thailandese siamo della stessa idea e corriamo a buon passo in scioltezza per 2-3 chilometri. E’ alla sua prima 100 anche lui, corre per divertirsi e quindi siamo in grande sintonia. Ci perdiamo al ristoro prima di Borgo San Lorenzo perchè io non mi fermo e lui rallenta.

Thanks Bro, was a pleasure run together and share this adventure. Congrats for your medal, see you soon in Milan or Bologna or at the next race.

 

 

Ridendo e scherzando sono a 30, mi raggiunge Ada. Il sole ora è dietro le nuvole, e i 26 gradi sono un pallido ricordo, ora siamo intorno ai 15.

Chiacchiero un po’ con il mio super uomo-supporto, gli chiedo subito come va Filo. Sta correndo con un po’ di amici, si è tirato su e per questo Ada è in “buona uscita”.

A Borgo San Lorenzo non lo fanno passare per il centro, deve fare il giro esterno. Rottura di maroni ma ci sta, la strada che passa per il centro è stretta e il ristoro è preso d’assalto.

Mi fermo, riempio le borracce,  prendo un gel e un pezzo di banana e riparto.

Il passaggio in mezzo al paese è bellissimo, è il secondo punto di incontro con i tifosi-amici ed è una gran festa per tutto il paese.

 

 

 

L’uscita dal paese invece è un pugno nello stomaco se non sei pronto. Comincia la salita, subito, forte e comincia a piovere, anche abbastanza insistentemente.

Il primo chilometro è molto impegnativo intorno al 6%, cammino un bel pezzo, fortunatamente smette di piovere forte ne approfitto per fare due foto.

Mi recupera Ada e gli chiedo l’antivento. Per la pioggia non tiene, ma mi tiene al calduccio e ora ci sono 17 chilometri di salita da affrontare. Primo cambio look che neanche le top model 🙂 sta con me un po’ poi gli chiedo di darci appuntamento su alla colla che mi cambio per bene pe ril resto può stare con Filo. “Ti chiamo quando sono al 45esimo…”

Telefono a Lucia che mi da una gran carica e sento i miei: papà è attaccato ad Endu e mi segue in diretta, sa che sono appena passato al rilevamento intermedio, meglio così non gli devo dire niente della corsa solo il classico “tutto bene”.

E’ una vita che lo vedo seguire meticolosamente la formula1, il tennis, la pallavolo, le moto. Oggi sta seguendo me, oggi sul suo computer il live tracking dice Pozzana Giovanni. Piccoli momenti di orgoglio di un figlio e di uno sportivo che non sarà mai altro che un praticante appassionato ma che si impegna come un professionista e i risultati e successi non si misurano in vittorie ma in sorrisi e lacrime.

 

La salita è più dolce e corricchio tra i 6:30 e i 7:00. Raggiungo Valerio, sta camminando un pezzo relativamente semplice, non me lo aspettavo in difficoltà, pensavo sarebbe andato alla grande, ma il Passatore è così, le crisi arrivano, sempre, e poi spesso passano e infatti anche questa passerà e arriverà bello felice a Faenza.

Mi unisco ad un gruppetto di chiacchieroni ultraesperti del passatore e prendo il terzo pezzo di parmigiano che siamo quasi al 40esimo.

Fa ridere perchè continuiamo a superarci e risuperarci sempre gli stessi, ognuno ha le sue tattiche diverse di approccio alla salita.

40esimo, non si ride più. Ci sono i 9 chilometri più difficili. Confermano i saggi, qui si cammina, e lo sapevo anche io tranquilli. Loro in realtà appena la strada è più dolce tornano a correre, io invece voglio riposare gambe e testa, non voglio pensare a dogni metro se correre o camminare. Io cammino e ci vediamo su in cima grazie. Di strada ne manca ancora tanta.

 

 

Sono circa le 19:30, c’è ancora tanta luce. Per la prima volta guardo l’orologio pe rvedere il passo al quale sto andando, sono intorno ai 9:30 e per la prima volta penso all amia tabella, mi ero messo di fare questo pezzo agli 11:00. Non rallento però perchè i battiti sono tranquilli e le gambe non si stanno affaticando troppo.

Superiamo il cartello dei 42,195. Per la quarta volta sono ultramaratoneta, ora devo solo diventare finisher. Bazzeccole, basta non pensare che non sono ancora a metà.

Mando una foto alla Sabry, la mia consigliera numera uno. La salita della colla è per lei 🙂

 

 

Ad un ristoro trovo Claudia, le gambe non girano come dovrebbero e soprattutto mi sembra ferma di testa. Ha chiuso seconda la 50 di Siena l’anno scorso, fa uno sport diverso dal mio 😉 ma oggi non gira.

Le lancio un grosso incoraggiamento con bacio in fronte e riparto, sto salendo proprio bene, al mio passo, senza farmi prendere dalla paura ma senza esagerare ed appesantire le gambe.

Siamo in mezzo al bosco, una figata. Siamo solo noi che saliamo, silenzio tutt’intorno e più saliamo più il paesaggio da collina diventa montagna.

Siamo talmente persi che il teefono non prende niente. Come chiamo Ada? Blocco un ciclista che sta scendendo e gli chiede di fermarsi da un ciclista con casco verde, giacca blu e borse blu. Non sembra difficile e invece non lo troverà mai… Per lo meno mi mette in pace la testa con il rischio di non trovarmi Ada in cima.

9:30 è un gran bel ritmo, ma su 9 chilometri vuol dire 1 ora e 30 circa di salita.

Comincia a fare sempre più buio ma ormai ci sono, il tramonto dalla colla è splendido.

 

Gli ultimi 2 tornanti sono pieni di macchine in fila, mi giro e Ada ancora non c’è. mi dispiacerebbe stare fermo su in cima ad aspettarlo.

Arrivare in cima è un’altra emozione forte. anche qui 2 ali di folla, prendo tanti cinque. Arrivo in cima alla colla alle 20:42 ho 9 minuti di anticipo sulla mia tabelle per le 12 ore. OPS.
Non ricordandomi i tempi, so solo di essere andato alla grande e a questo punto non voglio mollare un secondo 🙂

 

 

 

Supero la folla e mi fermo a fare pipì nel bosco. Momento di lucida follia, riparto e appena riesco chiama Ada che mi raggiungo.

Momento di lucida lucidità, il telefono non prende, stai sereno.

Mi ri-incammino verso il ristoro e poi lo vedo, vedo quel bellissimo caschetto verde e giacca blu fluo. LO AMO.

Scatto in salita come se mancassero 100 metri e non 51km. Lo chiamo urlando, incredibilmente mi sente e mi viene incontro. Lo limonerei ma so che gradirebbe il giusto. Colpa della barba.

Secondo cambio look, quello definitivo. prendo tutto quello che mi potrebbe servire, Lo voglio lasciare a Filo ce ne ha più bisogno.

Metto un pantaloncino sopra a quelli che ho della X-Bionic, cambio la maglia e metto un’altra X-bionic e la prestigiosa del Passo capponi, manicotti ch eun po’ di freddo c’è. Fascia in testa con frontale, Ada mi attacca due lucine al gilet, faccio il pieno di gel e parmigiano, un gilet nello zainetto nel caso tornasso a piovere, telo termico per ogni evenienza e si va.

Si riparte, c’è uno notte da correre, ci sono dei limiti da superare, c’è la Romagna da conquistare.

 

SPOILER ALLERT: sotto vedete la traccia fino alla fine…