In questa notte fantastica che tutto sembra possibile

Cambiato, un abbraccio ad Ada e parto.
Luce in fronte e via. E’ talmente tanta l’adrenalina che mi involo in discesa.
Sembro un albero di natale, ho anche una luce viola che tengo in mano e uso per farmi vedere meglio quando attraverso la strada, non voglio fare un centimetro più del necessario, taglio tutte le curve che sembro Zanardi (ok avrei potuto fare altri mille nomi, ma Alex è Alex e anche solo citarlo nei miei racconti è un onore), continuo a cercare la traiettoria migliore e tengo la lucina nella mano esterna.

 

 

In un attimo sono al km 50,6. Sto correndo da 6 ore e 10 minuti.
Vuole semplicemente dire che non ho mai corso nè così tanto nè così a lungo.
Da qui in avanti c’è l’ignoto e siamo solo a metà.
Me la godo.
L’atmosfera è incredibile.
Provate ad immaginare 1000 lucine che si inseguono giù per una strada in mezzo al bosco. Raggiungi una lucina rossa e si trasforma in lucina bianca che segue te.
Solo il rumore dei passi, dei respiri, del Lamone che scorre sotto di noi e degli animali che lo popolano.
La lune e qualche lucciola.

 

 

E’ qui che mi incomincia a suonare in testa una canzone di Jovanotti:

 

In questa notte fantastica
Che tutto sembra possibile
Mentre nel cielo si arrampica
Un desiderio invincibile
Che lascia una scia
Come astronave lanciata
A cercare una via
Verso una nuova dimensione
Un’illuminazione
In questa notte fantastica
Di questo inizio del mondo
I nostri sguardi si cercano
Con ali fatte di musica
Posso toccare il cielo
Lo posso fare per davvero
Lascia che questa atmosfera
Ti porti con sé
Non c’è più niente da perdere
Ti porto via con me
In questa notte fantastica
Ti porto via con me
Ribalteremo il mondo

 

Brividi. Sarà anche colpa dell’intonazione del buon Lorenzo ma brividi.

 

 

 

Supero veramente tanti corridori, mi si è chiusa la vena faccio i primi 7 km di discesa ai 5:20 compreso un ristoro dove mi fermo a prendere una banana e bevo acqua e coca.
Mi si affianca un ragazzo di Bergamo, si dice ipnotizzatao da quella lucina viola che si muove a destra e sinistra e che sta seguendo da chilometri. Ancora una volta scelgo di circondarmi di compagni e non di avversari. Andiamo insieme avanti di buon passo fino al 60esimo poi lo lascio continuare, la discesa spiana un po’ e io rallento.
Ai 60 ci sono arrivato. Come direbbe il buon Doc ora manca solo una maratona. Non ci penso, mi concentro sui 60 già fatti rido e torno a menare ma le gambe si fanno sempre più pesanti e la discesa sempre più leggera.
Prendo l’ennesimo pezzo di grana e comincio a stringere i denti.

 

 

Stringo i denti ma arriva, inesorabile, ma arriva: la crisi, più di testa che di gambe.
I pochi chilometri che mi separano da Marradi sembrano non finire mai, appena la discesa spiana leggermente le gambe diventano pesantissime, faccio una gran fatica a stare sui 6:00-6:20/km. Continuo a correre a sensazione senza forzarmi su di un passo, ma la fatica si sente.
Fortuna che arrivo a Marradi al check point circondato da bambini che si mettono a correre con me e mi spingono letteralmente fino in paese.
Qui il passatore è LA festa (notevole anche quella dei Marroni, fateci un salto questo Autunno, da Russi è un attimo) tutti sono coinvolti, tutti accolgono sti matti, tutti applaudono.
Il ristoro è abbondante, Coca-Acqua-Banana (2) come un mantra e si riparte, mi ricordo che l’uscita da Marradi è in leggera salita e ne approfitto per camminare veloce senza appesantire troppo le gambe. 500m di “riposo” e poi si riprende.
La discesa, quella bella che ti trascina giù è un vago ricordo, ora sempre verso il basso ma c’è da spingere. Mi concentro sul prossimo traguardo, i 70.

 

 

E ci arrivo ai 70, malino ma ci arrivo. Vedo già i fuochi d’artificio pronti.
Pensare che manca ancora tutta una Cortina-Dobbiaco non mi fa bene, mi concentro su piccoli step. Arrivare a 75 e mangiare.
Mangiare sì, perchè ho la nausea, lo stomaco si è chiuso e pensare anche solo a mangiare un pezzetto di banana mi fa star male. Olè.
Passo i 5km peggiori. Ci metto 15 minuti di orologio a mangiare 1/3 di banana. Faccio bocconi che neanche un colibrì. La Maty a 6 mesi in 15 minuti si mangiava un casco intero di banane altro che 1/3.

 

 

Ma arrivano anche i 75. Ho corso questi 5 chilometri in 38 minuti… Qualche miccetta è partita, ma di fuochi d’artificio non voglio proprio vederne.
Butto lì il piano d’attacco: tenere un buon passo fino agli 83 del ristoro prima di Brisighella, da lì a Brisighella stringere i denti e poi tutti i santi aiuteranno.
La tattica sembra funzionare. Mangio un pezzo di banana in soli 10 minuti.
Arrivo al ristoro del 78 (mi sembra) e una ragazza mi guarda e mi chiede cosa voglio. Allargo le braccia, non ne ho idea, non so come alimentarmi, ma sò che devo continuare a mangiare o ad un certo punto si spegnerà del tutto la luce d’improvviso. Allungo della coca con dell’acqua, prendo due pezzi di banana e via si riparte.
Niente fuochi d’artifio, arrivo a 80. Ultimi 5 in 36 minuti. Sono a 9 ore e 24 minuti di corsa. Ho 9 minuti di vantaggio sulla mia tabella per le 12 ore.
Mando un messaggio al gruppo dell’alba podistica: “2 albe left”.
“sotto immagine delle lucine fatta l’anno scorso ai ragazzi”

 

La pancia stà meglio, mangio il solito pezzo di banana in soli 5 minuti, mi sento come Signori con la sfida del Buondì Motta da mangiare in 30 passi, in questo momento lo potrei finire in 30 km.
Il problema oltre alle gambe, che sono diciamo così stanche, comincia ad essere la testa. La devo tenere impegnata.
E allora partono i calcoli. Sto andando ai 6:40-7.00. Ai 7 vorrebe dire fare 10 km in 1:10. 35 minuti ogni 5km. Arriverei in 11:44.
Ho 16 minuti di vantaggio da gestire.
Quando c’è un po’ di salita cammino veloce.
Ai ristori mi fermo sempre camminando in entrata e uscita.
Sono talmente concentrato che sviluppo un nuovo movimento fluido con il quale passo dalla corsa lenta alla camminata veloce senza traumi.
Nella mia mente è uno spettacolo, una rivoluzione tipo il salto in alto alla Fosbury. Nella realtà probabilmente si vede uno che arranca e barcollando arranca ancora più piano (e sembra che se la sia anche fatta addosso per me).
Tra una cazzata e l’altra 85! Ne cominciano a mancare veramente pochi.

 

 

Pochi ma tosti, i più tosti perchè sono gli ultimi, perchè torna a piovigginare e perchè ci sono un po’ di salitine che mi sembrano il Mortirolo ma sono poco più che ponticelli, neanche cavalcavia…
Passo Brisighella, mi rivedo Giuse sulle scale della chiesa che ho raccolto l’anno scorso e trascinato fino a Faenza.
Scrivo a mio padre che sono all’88. Risposta “lo so”. E’ l’una e mezza e me lo vedo seduto alla sua scrivania, con la luce del tavolo accesa che studia i passaggi.
Sfrutto la discesina in uscita dal paese per prendere un sacco di velocità, dissipata completamente al primo metro di piano.

 

 

Mi concentro allora su una riflessione mentre mangio il solito pezzo di banana in 2 minuti netti con 2 bambini che mi applaudono e mi portano dei fiori per il record del mondo appena fatto registrare:
Sono ormai una decina di chilometri anche di più, da Marradi forse, che continuiamo a superarci e controsuperarci sempre gli stessi.
Siamo tutti al 95% delle nostre forze, ma ognuno ha una tattica diversa.
C’è chi si è impostato il GPS e a prescindere da salite o discese, corre 2 km (anche fortino) e poi cammina 1 km.
C’è quello che corre forte da un ristoro all’altro, al ristoro si ferma, si siede e dopo 2 minuti riparte a bomba.
C’è quello che non si ferma più. Va avanti. Sempre e comunque.
Il passatore ad un certo punto è un fatto personale, non c’è niente da fare. Toh 90,1 km. 1 Alba left.
Pensare che mancano solo 9,9 km mi rianima improvvisamente.
Mi chiama Paola che un maledetto infortunio ha tenuto lontana dalla bici per seguirci ma non ci voleva abbandonare.
“Come va Gio? Sei a Brisighella?”
“Ma che Brisighella, sono al 90!!!”

 

 

In questa notte fantastica
Che tutto sembra possibile
Mentre nel cielo si arrampica
Un desiderio invincibile
Che lascia una scia
Come astronave lanciata
A cercare una via
Verso una nuova dimensione
Un’illuminazione
Canto. Anche a voce alta ogni tanto 🙂 Devo essere uno spettacolo. Agghiacciante ma uno spettacolo.

 

 

Arrivo al 95esimo in un amen, 5 km in 34 minuti e bruscolini.
Il 96esimo chilometro invece è durissimo. Ultimo ristoro ma soprattutto cartello dell’organizzazione che dice 95esimo….
Veloce briefing con chi mi sta acconto (tutti disperati), siamo tutti sulla stessa distanza tra i 95,9 e i 96,2. Qualcuno sbraga a 97 ma è un romagnolo, si sa che sono sboroni…

 

 

Amen, fatto 100 faremo 101.
Arrivo al Cartello che indica FAENZA. Foto e Lacrime che cominciano ad arrivare.
Arrivo ALLA rotonda. Chi ha fatto il Passatore sa di quale rotonda sto parlando.
E’ a poco più di 2 chilometri dall’arrivo, ti immette in un vialone chiuso al traffico che ti devi godere fino in fondo.

 

 

Impazzisco.
Mi metto la canzone di Jova su spotify.
Mi sposto tutto sulla parte sinistra della carreggiata, da solo.
Corro facendo l’aeroplanino che neanche Montella ai tempi d’oro.
Salto a ritmo di musica.

 

 

 

E poi sbuca il pollo. Sbuca Paolone vestito da Pollo. E’ al cartello dei 99, mi carica a bomba, mi accompagna, cominciamo a correre più forte, sempre più forte, ancora più forte.
Sto andando sotto i 5:00/km…
Arriva il traguardo.
Fine.
Peccato, ora che mi stavo cominciando a divertire…

 

Il_passatore